Una Norimberga per Israele
1) DA BOLOGNA A GAZA: NO ALLE STRAGI DI STATO! Manifestazione sabato 2 agosto 2014
2) NOI ACCUSIAMO e chiediamo UNA NORIMBERGA PER ISRAELE. Appello
3) DICHIARAZIONE COMUNE DELLE ORGANIZZAZIONI GIOVANILI COMUNISTE SUL GENOCIDIO ISRAELIANO DEL POPOLO PALESTINESE
Leggi/vedi anche:
Lettera aperta agli ebrei italiani
Stefania Sinigaglia, 31 luglio 2014
http://contropiano.org/interventi/item/25550-lettera-aperta-agli-ebrei-italiani
Nella solidarietà alla lotta palestinese non c'è spazio per i rosso-bruni
Fronte Palestina - Milano, 1 Agosto 2014
UN spokesman bursts into tears over deaths of Palestinian children (July 31, 2014)
http://rt.com/news/176928-unrwa-spokesman-tears-interview/
VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=cu3lYK6OmMI
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DA BOLOGNA A GAZA:
NO ALLE STRAGI DI STATO!
Il 2 agosto 2014 saremo in Piazza Medaglie d'Oro a ricordare le vittime della strage e di tutte le stragi di Stato. La memoria, filo di continuità della Storia, non può lasciarci indifferenti mentre si compie l'ennesima strage a carico della popolazione di Gaza, strage deliberatamente determinata da Israele che, come sempre, agisce senza freni sicuro del silenzio e della complicità di molti Paesi, Italia compresa, e istituzioni internazionali.
Nell'arco di 21 giorni di bombardamenti incessanti e con il tentativo di un'invasione di terra della Striscia di Gaza, Israele ha ucciso oltre 1000 persone, fra questi moltissimi bambini. Obiettivo dei bombardamenti sono abitazioni civili, scuole, ospedali e ambulanze, il risultato sono devastazioni e condizioni umane apocalittiche.
A livello internazionale, mentre si muove la solidarietà popolare, la diplomazia mondiale va a passo di lumaca in maniera ipocrita e inconcludente. Solo dopo due settimane di massacro, il Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU ha deciso di approvare la creazione di una commissione di inchiesta che indaghi eventuali crimini di guerra di Israele su Gaza, l'Italia e i paesi dell'UE si sono astenuti confermando l'anima tutt'altro che pacifista dell'Unione Europea. Lo Stato italiano, ambiguo e omertoso nelle varie stragi nel nostro Paese, anche in questa occasione rimane in silenzio, regalando ancora una volta la sua complicità alle devastazioni israeliane. Questo silenzio è avallato dalla disinformazione fatta dai principali giornali e canali televisivi italiani a servizio della propaganda israeliana.
In continuità con le manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese delle scorse settimane, anche nella giornata della commemorazione delle vittime della strage di Bologna, oltre a rinnovare la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime, rinnoviamo la nostra solidarietà con chi è sotto i bombardamenti e l'occupazione israeliana. Denunciamo la politica distruttiva dello stato israeliano e la complicità di chi guarda in silenzio o distorcendo le informazioni dipingendo i massacratori come vittime. Le rituali passerelle che i rappresentati istituzionali, complici del massacro palestinese e del massacro sociale delle politiche di austerity, vengono a fare il 2 agosto a Bologna risultano opportuniste, ipocrite e ciniche. Invitiamo tutti a sostenere la campagna di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) contro lo Stato di Israele e chiediamo alle istituzioni italiane e al Comune di Bologna di condannare in maniera chiara e univoca la strage di Gaza interrompendo accordi e cooperazioni con lo stato di Israele.
2 agosto 2014 ore 9,00
Piazza Nettuno - Bologna
STOP BOMBING GAZA
Adesioni:
USB, Comitato Palestina Bologna, Comitato Ucraina Antifascista, Ross@ Bologna, Rete dei Comunisti, Noi Restiamo, ASIA-USB, csa Lazzaretto, Primavera Urbana, Rete Corpi Civili di Pace, cs TPO, Labàs Occupato, Hobo, PCL, Exaequo-Bottega del Mondo, Coordinamento Campagna BDS Bologna, PdCI, VAG61, XM24
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Informazioni e contatti:
http://comitatopalestinabologna.blogspot.com/
comitatopalestinabologna @ gmail.com
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http://www.historiamagistra.it/
NOI ACCUSIAMO
Noi firmatari di questo Appello, sgomenti per gli avvenimenti in
corso nella “Striscia di Gaza”, accusiamo i governanti attuali di Israele,
che nei confronti del popolo palestinese stanno portando avanti una politica
all’insegna dell’espansionismo coloniale, della pulizia etnica, del massacro;
noi accusiamo i precedenti governanti dello Stato di Israele, i quali hanno
avviato la spoliazione della terra, dei beni, della stessa memoria di un
popolo vivente nella Palestina da millenni; noi accusiamo l’esercito israeliano,
e tutti gli altri corpi armati di quello Stato, che fanno ricorso ai metodi più
infami del colonialismo (quelli non a caso ereditati dal Terzo Reich),
usano armi proibite dalle convenzioni internazionali, e si comportano
come una forza coloniale di occupazione, trattando i palestinesi da
esseri inferiori, da espellere, e quando possibile, con il minimo pretesto,
da eliminare; noi accusiamo la classe politica, imprenditoriale e finanziaria
degli Stati Uniti d’America, senza il cui sostegno costante Israele non
potrebbe neppure esistere, e che garantisce l’impunità di cui lo Stato
israeliano gode; noi accusiamo governi e parlamenti degli Stati aderenti
all’Unione Europea, e il Parlamento e la Commissione Europea, per complicità
attiva o passiva con l’espansionismo coloniale, la pulizia etnica, e massacri
inferti popolo palestinese; noi accusiamo l’ONU per la sua incapacità di
bloccare Israele, di fermare la sua arroganza, di applicare le sanzioni di
condanna (ad oggi 73) che nel corso degli anni sono state promulgate dal Consiglio
di Sicurezza, contro Israele, in particolare quelle che impongono il rientro
di Israele nei confini ante-1967 e il ritorno dei 700.000 profughi palestinesi;
noi accusiamo il sistema dei media occidentale, del tutto succube a Stati
Uniti e Israele, che fornisce una volta di più una rappresentazione falsa
e addirittura rovesciata della realtà, presentando l’azione militare
israeliana come una “legittima difesa”, tutt’al più talora “sproporzionata”;
noi accusiamo il ceto intellettuale internazionale troppo sordo e lento
davanti al massacro in atto;
noi accusiamo le autorità religiose del cristianesimo
internazionale, a partire dalla Chiesa di Roma, che non riescono a dire se
non qualche flebile parola “per la pace”, trascurando di dire chi sono le
vittime e chi i carnefici;
noi accusiamo la società israeliana nel suo
complesso che, avvelenata dallo sciovinismo e dal razzismo, mostra
indifferenza o peggio nei confronti della tragedia del popolo palestinese
e fa pesare una grave minaccia sulla stessa minoranza araba;
mentre esprimiamo la nostra solidarietà e
ammirazione per le personalità della cultura e cittadini e cittadine
del mondo ebraico che, nonostante il clima di intimidazione, condannano
le infamie inflitte al popolo palestinese, noi accusiamo i gruppi dirigenti
delle Comunità israelitiche sparse per il mondo che spesso diventano complici
del governo di Tel Aviv, il quale sta diventando la principale fonte di una
nuova, preoccupante ondata di antisemitismo, che, nondimeno, noi
respingiamo e condanniamo in modo categorico, in qualsiasi forma esso si
presenti.
Esprimiamo il nostro più grande apprezzamento
per quelle organizzazioni come la Rete “ECO (Ebrei contro l’occupazione),
che svolgono il difficile ma fondamentale compito di dimostrare che non
tutti gli ebrei condividono le scellerate politiche dei governi israeliani
e lottano per la libertà del popolo palestinese.
Perciò noi chiediamo che il mondo si mobiliti
contro Israele: non basta la pur importante e lodevole campagna BDS (“Boycott
Disinvestment Sanctions”); riteniamo che si debba portare lo Stato di
Israele davanti a un Tribunale speciale internazionale per la distruzione
della Palestina. Non singoli esponenti militari o politici, ma un intero
Stato, (e i suoi complici): il suo passato, il suo presente e il suo presumibile
futuro. Se vogliamo salvare con il popolo palestinese, la giustizia e la
verità, dobbiamo agire ora, fermando non solo il massacro a Gaza, ma il
lento genocidio di un popolo. Noi vogliamo lottare per la pacifica convivenza
di arabi, ebrei, cristiani e cittadini di qualsiasi confessione religiosa
o provenienza etnica, respingendo le pretese di qualsiasi Stato “etnicamente
puro”.
Noi chiediamo
UNA NORIMBERGA PER ISRAELE
Per adesioni: info@historiamagistra.it
25 luglio 2014
FIRMATARI:
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Na s-h-om: ZAJEDNIČKO SAOPŠTENJE KOMUNISTIČKIH OMLADINSKIH ORGANIZACIJA PROTIV IZRAELSKIH VOJNIH OPERACIJA U PALESTINI
http://www.skoj.org.rs/palestina.html ili
DICHIARAZIONE COMUNE DELLE ORGANIZZAZIONI GIOVANILI COMUNISTE SUL GENOCIDIO ISRAELIANO DEL POPOLO PALESTINESE
Le
organizzazioni giovanili firmatarie del presente appello condannano fermamente
le operazioni militari dello Stato d’Israele contro il popolo Palestinese,
che hanno comportato la perdita di centinaia di vite.
Gli Stati Uniti d’America, ma anche l’Unione Europea, che incoraggiano le
attività criminali di Israele mediante il loro totale
appoggio, equiparando i colpevoli con le vittime, incrementando le loro
relazioni politiche, finanziarie e militari con Israele in vario
modo, organizzando esercitazioni militari congiunte con le forze armate di
Israele, hanno una grave responsabilità rispetto al crimine
continuo contro il popolo palestinese e la sua gioventù.
Le gioventù comuniste chiamano i giovani uomini e le giovani donne del mondo a
bloccare con la nostra lotta e solidarietà internazionalista il nuovo
genocidio di Israele contro il popolo palestinese e i suoi giovani, che sono
nel punto cruciale dell’aggressione imperialista, nel mezzo dei piani
imperialistici generali che esistono e vengono promossi nella regione del Medio
Oriente e del Mediterraneo Orientale.
Noi esigiamo:
- che le continue azioni militari dell’esercito israeliano
contro il popolo palestinese cessino immediatamente;
- che le forze di occupazione israeliana e tutti i coloni
abbandonino i territori palestinesi;
- la liberazione dei prigionieri politici dalle prigioni
israeliana e la libertà per tutti i palestinesi di poter tornare nelle proprie
case. La soluzione del problema dei rifugiati palestinesi come stabilito
dalla risoluzione dell’ONU;
- la cancellazione delle esercitazioni militari congiunte
e degli accordi di cooperazione militare con Israele;
- uno stato indipendente Palestinese nei confini del 1967
con capitale Gerusalemme Est.
Organizzazioni firmatarie:
Federazione Giovanile Comunista di Argentina (FJC)
Gioventù Comunista dell’Austria (KJOE)
Gioventù Comunista di Bolivia (JCB)
Lega della Gioventù Comunista del Brasile (UJC)
Lega della Gioventù Comunista del Canada (YCL)
Gioventù Socialista di Croazia
Organizzazione della gioventù democratica unita di Cipro (EDON)
Unione della Gioventù Comunista della Rep. Ceca (KSM)
Gioventù Comunista in Danimarca (UKD)
Gioventù Comunista dell’Ecuador (JCE)
Movimento della Gioventù Comunista di Francia (MJCF)
Gioventù Socialista dei lavoratori di Germania (SDAJ)
Gioventù Comunista di Grecia (KNE)
Movimento della Gioventù Connoly Irlanda (CYM)
Lega della Gioventù Comunista di Israele (YCL)
Fronte della Gioventù Comunista d’Italia (FGC)
Gioventù Comunista del Lussemburgo (JCL)
Federazione della Gioventù Comunista del Messico (FJC)
Gioventù Comunista Paraguajana (JCP)
Gioventù Comunista del Perù – Patria Rossa (JCP -PR)
Gioventù Comunista Peruviana (JCP)
Gioventù Comunista Portoghese (JCP)
Gioventù Comunista Rivoluzionaria Bolscevica di Russia
Lega della Gioventù Comunista di Jugoslavia – Serbia (SKOJ)
Collettivi dei Giovani Comunisti di Spagna (CJC)
Unione della Gioventù Comunista di Spagna (UJCE)
Gioventù Comunista di Svezia (SKU)
Gioventù Comunista Siriana Kaledh Baghdash
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